Vi ricorda qualcosa la torta?
Vengo a conoscenza dal blog di Luca, di questa tremenda storia avvenuta al Carrefour di Assago.
Ha davvero del vergognoso, ma davvero. Tutta la mia solidarietà ai protagonisti di questa vicenda.
Mi riallaccio al titolo dei uno dei miglori post (IMHO) che è apparso sulle pagine di questo blog, ormai più di due anni fa, quando la Apple inizio la svolta verso processori x86, oggi la rivoluzione è stata fatta e i Mac con processori Intel sono realtà, ma con qualche effetto indesiderato.
In quel post spiegavo come ero risucito a costruirmi un vero clone mac totalmente amatoriale, ma completamente funzionante e con prestazioni identiche (se non superiori in tanti casi) ai Macpro venduti a peso d’oro.
Questa volta vi presento il mio Macbook Nano (si il nome l’ho inventato io), ovvero un clone perfetto di un Macbook costruito su hardware generico e su uno stupendo Msi Wind U100, il nuovo ultracorazzato netbook (che nome osceno) di casa MSI. Le caratteristiche sono di tutto rispetto, processore Intel Ato, 1Gb di Ram, 80Gb di HD, Wifi, Bluetooth, Webcam da 1,3 Megapixel.
L’unico neo attuale è la batteria a 3 celle, che non supera le due ore di autonomia, ma sul mercato sono arrivati gli stessi modelli con batteria a 6 celle, superando l’autonomia di cinque ore. Insomma un passo in avanti rispetto agli EeePC di Asus. La qualità del design e la cura dei dettagli non è minimamente paragonabile a quella dei prodotti Apple, anche se devo dire che il design di questo piccolletto è davvero ben curato. Il portatile viene fornito di default con XP SP3, MSI aveva annunciato una versione con Linux Novell Desktop (ndr. Suse) ma pare che nel mercato italiano non arriverà, come al solito direi.
Clicca per continuare a leggere ‘Il mio Macbook artigianale’
Ma come è possibile che prima delle olimpiadi in Cina tutti fossero d’accordo sul boicottaggio, ed oggi tutti postano link elogiando la favolosa cerimonia di apertura? Un mistero.
Non so darmi una risposta, se non ripetermi quello che ho scritto nel titolo.

Negli ultimi due anni ho provato una tonnellata di servizi web 2.0, tutti pomposi, fastosi ma il 90% delle volte privi di utilità.
Ne uso una manciata, Twitter è stato il mio passatempo preferito, lo uso tutt’ora, ma piano piano mi sto spostando su FriendFeed, un servizio nato in sordina ma che sta facendo molto parlare di se. No, non è il solito clone di Twitter, e non è il solito pesantissimo aggregatore di qualsiasi cosa.
FriendFeed è leggero. Privo di fronzoli. Fa solo quello che deve fare. Si modella alle tue esigenze. Ti permette di seguire in un flusso lineare e pulito le persone che ritieni interessanti. Ti permette di creare conversazione, ma sopratutto ti permette di seguirla senza diventare scemo. FriendFeed è microblogging ma anche aggregatore. Per ora manca solo una cosa, ma è una mia opinione, un sistema di notifica via mail degli aggiornamenti.
Per il resto è perfetto. E’ l’unica applicazione web 2.0 che ritengo utile dopo l’attacco dei cloni degli ultimi anni.
Alla fine, dopo tutto, l’equazione Less is more ha sempre il suo perchè
Io sono qui, magari iscriviti e provalo anche tu e dimmi cosa ne pensi.


Benvenuto nel mio blog personale, un mio piccolo spazio virtuale dove scrivo di quello che mi piace, e di quello che trovo interessante navigando nella rete.
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