Titolo originale: INLAND EMPIRE - L’impero della mente
Genere: Drammatico/Mistery
Regia,Soggetto e Scieneggiatura: David Lynch
Musiche: David Lynch
E’ arrivato nelle sale italiane il nuovo capolavoro di Lynch, distribuito da BIM in sole 25 copie per l’intero territorio nazionale. Per vedere questo film mi sono dovuto fare (con piacere) più di 100 Km. per arrivare al Mr.Oz di Ancona, uno dei due cinema marchigiani che hanno avuto la possibilità di averne una copia.
David Lynch, da poco incoronato a Venezia con un dei più prestigiosi riconoscimenti come il Leono d’Oro alla carriera, con questa ultima opera ci regala 180 minuti di subliminale visionaria e conturbante esperienza cinematografica, una pellicola che regna sovrana nel cinema sperimentale e noir, del percorso narrativo iniziato nel ‘97 con Strade Perdute, ed evolutosi nel capolavoro Mullholland Drive del 2002.
INLAND EMPIRE, girato completamente in digitale (miniDV), tende la mano al caos, all’irrazionalità, una storia che si frammenta disorientando lo spettatore, storie e personaggi che perdono luogo e identità, come se la macchina da presa fosse un folle generatore di paure, fobie ed immagini oniriche. Scene che ti lasciano senza fiato, che stringono lo stomaco, che provocano angoscia, maestralmente dirette da Lynch come fosse il folle direttore d’orchestra dinanzi alla sua musica. Vorresti essere lì in quelle stanze fatte di luci soffuse ed intermittenti, con quelle donne, e quei personaggi che sembrano non essere mai esistiti e legati tra loro in una geniale perversione come in una scatola cinese.
E’ il trionfo della sua arte, della sua visione. Un indimenticabile capolavoro. Un film che non può essere spiegato attraverso le parole, deve essere solamente visto e vissuto.
Un film di certo che verrà ricordato per negli anni, per la sua originalità e per la sua avanguardia.
Consiglatissimo per gli amanti del genere, Buona Visione!
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Bella recensione Ste..davvero!
E’ assurdo come lynch riesce ad entrarmi nella mente e a travolgermi totalmente. Fa emergere le mie paure, le mie angosce, ma nello stesso tempo riesce a farmi ballare come nel pezzo musicale “The locomotion” che è inserito così bene in Inland Empire.
Dovrò rivederlo di nuovo questo film non per capire la trama meglio, perchè tanto non c’è..ma per aver di nuovo quelle sensazioni! è così frammentato che posso decidere io da dove iniziare la MIA Trama, posso decidere la fine dei personaggi così io anche potrò essere in parte artefice di questo film
baci
ma ne vogliamo parlare di “Sinner Man” di Nina Simone sui titoli di coda??? io ci sono praticamente andato sotto!!!
Beso!
H.J.Z.
credo che questo film sia idubbiamente il più ostico tra tutti i film del grande Lynch, ma proprio per questo il più travolgente, con quel turbinio di immagini, musiche ed effetti digitali con pellicola low cost, formidabile dal punto di vista estetico e semiotico, superbo direi!
ma perchè il film deve essere, per certa critica, necessariamente comprensibile, per così dire “raccontabile”?
Non sono daccordo con chi ha giudicato questo film dal punto di vista del fruitore medio - basso; è un film per pochi, questo è certo!
Grande coraggio da parte di un maestro, che al contrario di certi autori, che nella parte discendente della propria carriera (discendente per motivi anagrafici),si vendono al cinema commerciale, Lynch si sforza di dare corpo alle sue idee, alle sue fissazioni, in un magistrale esempio: Inland Empire.