Archive for Settembre, 2007

Accadde questo

Il 29 Settembre, che è anche una canzone di Battisti, siamo nati.

Con tanti sogni e perplessità per il futuro, metto nel cassetto un altro anno che se ne va.

Iniziano a piacermi sempre meno i compleanni. Sigh.

Condividi
,

In rosso per la Birmania

In support of our incredibly brave friends in Burma: may all people around the world wear a red shirt on Friday, September 28. Please forward!” (a sostegno dei nostri amici incredibilmente coraggiosi in Birmania: venerdì 28 settembre indossiamo tutti quanti, in tutto il mondo, una maglietta rossa).

Venerdì 28 settembre indossiamo una maglia rossa. Chiunque legga questo messaggio lo trasmetta a quante più persone sensibili a questo gravissimo problema gli sarà possibile. GRAZIE DI CUORE!

Condividi

Adoro i video ben riusciti



Dieci anni fa gli uomini di un commando specializzato operante a Ravenna, vennero condannati ingiustamente da un tribunale militare. Evasi da un carcere di massima sicurezza si rifugiarono a Marina di Romea vivendo in clandestinità. Sono tuttora ricercati, ma se avete un problema che nessuno può risolvere e se riuscite a trovarli forse potrete ingaggiare il famoso Romagna-Team.
Buona visione.

Condividi
, , ,

I Social Network del passaparola

Il Social Network è per definizione il fiore all’occhiello di quello che viene definito il Web 2.0, ovvero il web sociale dove l’utente è parte fondamentale di un processo di trasformazione delle informazioni, nonchè attore attivo nella creazione di contenuti.

Dopo aver visto Social Network più svariati e generici ed incentrati sull’utente (vedi Facebook), e quelle focalizzate su argomenti specifici, come ad esempio i libri o la musica, stanno nascendo ora i primi esperimenti reali di Social Marketing nello specifico parleremo di BuzzMarketing.

Ma cos’è il Buzzmarketing? Si fonda sul concetto del passaparola, in inglese “word of mouth“, ovvero uno scambio diretto di informazioni tra due o più persone, quando il passaparola si diffonde tra molte persone viene definito “buzz” ovvero brusio. Nella vita di tutti i giorni il passaparola è una pratica comune e costante, raccontiamo le nostre esperienze di un viaggio, di un concerto, di un ristorante, di un prodotto appena acquistato o la nostra affezione ad un brand in particolare (Apple, vi ricorda qualcosa?). Lo facciamo per diffondere conoscenza, per esporre il nostro punto di vista e per confrontarci con altre persone con cui ci relazionamo frequentemente.
Tutto si fonda sull’esperienza del passaparola, e più in particolare del Marketing Virale che sfrutta la capacità comunicativa di alcuni soggetti per diffondere il messaggio ad un grande numero di utenti finali, basti pensare alle persone diventate famose con video amatoriali e inseriti su Youtube. A differenza dal Marketing Virale il Buzz Marketing aggiunge il concetto di “Consumer Generated Media“, ovvero la capacità della persona di produrre contenuti relativi ad un prodotto in modo autonomo (es: blog, forum, wiki) o in modo influenzato (Community dedicate).

Sono diverse le community che stanno nascendo in seno ai concetti appena esposti, e lentamente stanno affacciandosi sul territorio italiano, l’ultima da cui deriva anche la volontà di scrivere questo articolo è Bzzers, progetto capitanato da Francesco D’orazio, e sviluppato dalla Web agency fiorentina Extendi già nota per per ottimi progetti web 2.0 come Profesionalontheweb e Feedmyapp

In un intervista a Blognation viene spiegato come questa piattaforma potenzi i progetti di Buzzmarketing già esistenti: Bzzagent e Buzzparadise; aggiungendo quindi le funzionalità tipiche di un Social Network e di poter dare alle persone la possibilità di crearsi una lista di amici con gli stessi interessi, un semplice sistema di messagistica, e un’apposita shoutbox per comunicare al mondo il nostro stato. Insomma una maggiore profilazione degli utenti da parte dell’agenzia che attuerà campagne di marketing su questa piattaforma.

Il progetto ha aperto le porte proprio pochi giorni fa, il sistema mi sembra tecnicamente molto ben fatto (ma non avevo dubbi) totalmente sviluppato in RubyonRails e vi invito con l’occasione a seguire anche il blog di Extendi dedicato a questo linguaggio. Ad ora non è niente di più che una beta pubblica della piattaforma e possiamo seguirne gli sviluppi o mandare feedback attraverso le pagine del blog ufficiale, da cui si evince apertura e ed il tono colloquiale verso gli utenti.

L’iscrizione è molto semplice, non ci sono form chilometrici a cui rispondere, una volta iscritti possiamo accumulare punti di Karma invitando nostri conoscenti: +1 per chi farà visita, +5 per chi si registra, possiamo anche scegliere i contatti dalla nostra rubrica Gmail (mi raccomando: attenzione a non fare spamming). Una raccomandazione: mandate l’invito solamente a chi siete sicuri potrebbe interessare questo servizio. Il karma ha il compito di dare un punteggio di partecipazione alle attività della comunity, citando testualmente:

Il karma e’ un indicatore del tuo livello di partecipazione alla community e della qualita’ della tua partecipazione. Un buon karma ti permette di partecipare alle campagne piu’ esclusive, ricevere gli inviti prima degli altri e collaborare con i brand piu’ interessanti.

Un concetto preso in prestito dai giochi di ruolo, ho alcune perplessità al riguardo, sono certo che in piene crisi di egocentrismo qualcuno tenterà la scalatata usando sistemi subdoli per guadagnare punti, direi che i punti da considerare davvero sarebbero quelli attribuiti dai brand per i report prodotti degli utenti.

Una volta che il sistema entrerà a regime avremo la possibilità di partecipare alle campagne attive che saranno visualizzate tramite il pannello di controllo utente, ad ora non c’è nessuna campagna a cui partecipare vista la giovinezza del progetto, ma è stato annunciato il primo cliente: Nokia, azienda non nuova a queste iniziative basti pensare a N95intasca di Digital-pr

In definitiva: mi è sembrato un servizio davvero interessante, con delle grandi prospettive di crescita, e se sfruttato bene dai fruitori potrebbe diventare ben presto una fonte preziosa di informazioni riguardo un servizio o un prodotto, aspetto con ansia di vedere in che modo le aziende si relazioneranno con la community e quale grado di libertà avranno gli utenti di dire la propria . Nel frattempo faccio i miei più sentiti complimenti ai bravissimi programmatori di Extendi, che ancora una volta hanno dato prova che anche in suolo italico si può produrre Web 2.0 di alto livello, bravi! Qui trovate il mio account Bzeers, se abbiamo affinità non farti scrupoli ad aggiungermi fra la lista degli amici.

Un ultima indiscrezione: molto presto vedremo entrare un altro player in questo settore, sto parlando di Buzzparadise, che affiderà probabilmente affiderà a Luca Conti il compito di promuovere fra i blogger e le aziende italiane questo servizio, per ora ci sono ancora pochi dettagli ma (spero) molto presto avremo tutte le informazioni al riguardo. Tanti auguri a Luca per questa nuova esperienza.

Condividi
, , ,

Diamo un giusto nome alle cose

La questione è quantomeno spinosa, in passato se n’è discusso parecchio sopratutto in un commentatissimo post di Giovy in cui metteva in luce il malcostume di organizzare eventi “classici” appiccicandoci il suffisso Camp (che tanto va di moda), in modo da cavalcare l’hype del rinnovamento di questi incontri e dell’interesse dei media. Non ci siamo proprio.

Piurtroppo pare che questo malcostume continui indisturbato, vi invito a leggere il post di Sid in cui racconta la sua esperienza al SecurityCamp di Viareggio, un evento sponsorizzato e diretto da una nota banca che ha messo in piedi un classico workshop di formazione per gli addetti ai lavori spacciandolo per un Barcamp. Avevo come altri l’intenzione di partecipare, e mi sarei dovuto fare 600Km. (!), penso che mi sarei unito agli altri dissidenti per far notare il mio disappunto.

Cari Signori, con tutto il rispetto per il vostro lavoro e per i vostri sforzi di organizzazione perchè rendervi meno credibili usando nomi non appropriati per i vostri incontri?

Il barcamp, come da definizione è :

“BarCamp e’ una nonconferenza, così come solitamente intendiamo per conferenza, che nasce dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero. Il BarCamp è una non-conferenza collaborativa, dove chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione dei temi legati al Web. Una non conferenza (unconference) quindi una riunione il cui tema di discussione è deciso dai partecipanti piuttosto che prestabilito in anticipo dagli organizzatori, una riunione aperta i cui contenuti vengono proposti dai partecipanti stessi.”

Per fare un Barcamp non basta che il relatore faccia domande spesso al proprio pubblico, o che il clima sia informale, c’è bisogno di tutt’altro e chi almeno una volta è stato ad un Barcamp sa di cosa sto parlando. Di solito le parti più interessanti dei Barcamp, sono le discussioni che nascono spontanee nei corridoi o intorno ad un tavolo magari in seno ad una presentazione conclusa, quindi la totale disinvoltura dei partecipanti e delle argomentazioni. Magari vi sarebbero tornate utili queste poche regole per fare un incontro che era un Barcamp, ed uscire da questa esperienza con una veste più credibile.

Non sono l’unico a parlarne e difatti sono venuto a conoscenza di questa situazione essendo stato invitato da Luca a partecipare al gruppo Facebook “Indigeni Digitali“* , ed ho scoperto il post di Livia Iacolare e la sua perplessità per un altro Barcamp a numero chiuso, il MarketingCamp. Io a questo Barcamp sono stato invitato, non chiedetemi su quale base sono stato scelto non saprei dirvelo, e non sapevo che fosse a numero chiuso non avendo letto il post di presentazione dell’evento, se in un primo momento il mio stato di partecipazione era “Maybe attending” ora è passato a “Not attending“. Le motivazioni sono le stesse di cui sopra: non è un barcamp, e non mi piace l’idea che si sfrutti questo nome per attrarre le persone. Per uscire fuori dalla logica dei Barcamp non basta dire che non si sono usati i canali “ufficiali” è una scusa che non regge, infondo una piattaforma vale l’altra è il messaggio che si sta veicolando che è importante. Ringrazio sinceramente per l’invito, e se l’evento avesse avuto un nome meno paraculo (perdonate il termine) di sicuro avrei accettato visto il mio interesse per la comunicazione ed il marketing.

Sono sinceramente un po perplesso di questa situazione, si tenta sempre di fare tanta confusione e di “rosicchiare l’osso finchè la carne non è finita” come è di prassi in Italia, senza mai dare un giusto nome alle cose.

UPDATE: Mi ero perso l’interessantissimo post di Pseudotecnico: “Barcamp e appropriazione indebita”, che vi invito a leggere qualota vogliate approfondire la questione.

Condividi
, ,

About this blog

una mia foto recente Benvenuto nel mio blog personale, un mio piccolo spazio virtuale dove scrivo di quello che mi piace, e di quello che trovo interessante navigando nella rete.
Qualora fossi interessato ad avere qualche informazione in più su di me ti invito a leggere la pagina chi-sono dove ho raccolto qualche informazione sulla mia persona, e sulle mie attività
Buona Lettura!

Iscriviti ai Feed