Archive for Marzo, 2008

Non sei un blogger se / 4

- Se non pensi che oltre al tuo blog e al tuo tumblr tanto curati, blogbabel avrebbe dovuto conteggiare tutti i tuoi contenuti, compresi i post-it appicicati al monitor, altrimenti come si faceva a capire quanto eri brillante, arguto ma sopratutto INFLUENTE?

(e con questo chiudiamo l’intrigante vicenda Blogbabel. Si narra che presto vedremo Ludo e Napolux in una sessione di Forum, Santi Licheri scioglierà presto tutti i nostri dubbi)

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Non sei un blogger se / 3

- Se non dici che la classifica con i numeretti di Blogbabel tu la guardavi a malapena, mentre eri concentratissimo ad utilizzare tutti gli altri utilissimi servizi di cui ne sentirai una profonda mancanza (?)

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Non sei un blogger se / 2

- Non fai finta anche tu di sentirti liberato, e libero, ora che Blogbabel non c’è più. Anche se nel buio della tua cameretta te lo misuravi senza pietà alcuna.

(Buona Pasqua eh)

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Yes we spam

Sono alcuni giorni che sono tempestato da email di spam, ok, siamo tutti tempestati di spam. Ma questa volta l’originalità delle missive è davvero degna di un post, vista l’audacia e la lungimiranza dei promotori.

Pare che Walter abbia commissionato ad un’equipe di noti professionisti dell’antico mestiero dello spamming il confezionamento di una mail degna di essere considerata a tutti gli effetti spam, questi erano i requisiti dell’appalto:

  • Recupero coatto di indirizzi mail in rete
  • Errori sintattici e semantici sparsi qua e la all’interno del testo
  • Rendere il testo difficilmente leggibile come se fosse stato tradotto da una lingua all’altra tramite uno di quei programmacci di traduzione automatica

Tutto il lavoro è stato secondo me svolto alla perfezione, questo il testo dell’opera rara di ingegno :

non pensare più se sei indeciso!!
www.partitodemocratico2008.org
si può fare!!!1 Si può fare di realizzare in questo sogno.
Noi sappiamo che la nostra strada non sarà facile.
Ma noi sappiamo anche che a questo momento i cinici non possono dire più la nostra speranza è falsa. Noi abbiamo dato alle giovani persone una ragione di credere, e ritornammo popoli ai sondaggi che vogliono credere di nuovo.
A queste elezioni la tua voce sarà da essere ascoltata.
E’ un sogno diviso nelle grandi città e le piccole città; attraverso corse, regioni e religioni. che se Lei lavora sodo, Lei può sostenere una famiglia; che se Lei diventa ammalato, ci sarà cura di salute che Lei può permettersi; che Lei può andare in pensione con la dignità e la sicurezza e rispetto che Lei ha guadagnato; che i Suoi bambini possono trovare una buona istruzione, e le giovani persone possono andare all’università anche se loro non sono ricchi. Quella è la nostra speranza comune.
Votare Veltron1i presidente
Dici no per Benrlusconii oggi!
Imposta il tuo desktop con gli sfondi PD
vvideo wolontari gratis
cartoline veltronni gratis telefona un amico
www.partitodemocratico2008.org

Ora so che posso dire no a Benrlusconii , e che se sarò ammalato ci sarà cura di salute, e che finalmente, dico finalmente ritornammo popoli ai sondaggi . Ora so che il 13 aprile, anche io saprò chi votare, di sicuro Veltronti presidente. Di sicuro!

Appena mi è arrivata la mail ho pensato fosse opera di qualche phisher, ed invece la mail proviene dal dominio “partitodemocratico2008.org” e con un banalissimo whois scopro questo :

Registrant ID:WW270-GANDI
Registrant Name:Walter Weltroni
Registrant Street1:via diqua
Registrant Street2:
Registrant Street3:
Registrant City:Roma
Registrant State/Province:Roma
Registrant Postal Code:00010
Registrant Country:IT
Registrant Phone:+39.32100010
Registrant Phone Ext.:
Registrant FAX:+39.32100010
Registrant FAX Ext.:
Registrant Email:18ac0de962c231052fd0fd4ad1ea70fa-ww270@contact.gandi.net

Ed il dominio in questione reindirizza automaticamente nel grandioso sito 2.0 del Partito Democratico, che è molto social eh! C’è iutub, c’è tuitter, c’è flicher, si vede che questi hanno finalmente capito cos’è il Web e noi bloggers e professionisti della rete sociale e socievole possiamo vivere sonni tranquilli.

Ripetiamo tutti insieme: Yes ui chen, Yes ui spam, Yes ui uill visit d uebsait

* leggasi il tutto con tono umoristico, per chi non l’avesse colto. Sono sempre più disilluso dalla politica, non c’è rimedio.

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Qualche riflessione sulle interfacce

In questi giorni, stanno girando in rete alcune vignette molto rappresentative di Erik Burke sui paradigmi di interfaccia di Google, Apple, e una classica applicazione aziendale studiata da uno sviluppatore.

La prime due si distinguono per la loro linearità, frutto quindi di studi di design, di ergonomia e di usabilità, la terza invece è un interfaccia classica, stracolma di informazioni, pulsanti, testi e chissà cos’altro.

Questa immagine mi ha fatto tornare in mente, i discorsi fatti con un amico qualche giorno fa mentre si parlava di un ipotetico sviluppo di un software gestionale per farmacie. Essendo a digiuno di questo settore, ed ignaro del software in circolazione, ho chiesto a lui di farmi vedere qualche soluzione top sul mercato per capire a che livello siamo. Lui si è adoperato per farmi visionare una copia del software che usano all’interno della farmacia sul suo laptop. Il software che mi ha fatto vedere è uno di quei mostri scritti in Cobol dotato di tutte le imperfezioni che un software gestionale costosissimo deve avere. Interfaccia non ridimensionabile, menù fissi colmi di iconcine piccolissime, ridondanza di funzionalità sparse qua e la all’interno del programma, ed altro che vi lascio immaginare.

Mi sembra di capire che in un certo mercato, questi software non siano evoluti di pari passo con l’evolversi di interfacce e delle tecnologie, rimanendo sempre una spanna indietro alle richieste degli utenti. Tutto questo a mio avviso si traduce in sovraccarico cognitivo, quello che in gergo tecnico definito Information Overload, ovvero l’incapacità di prendere una decisione (confusione) quando riceviamo troppe informazioni.

La progettazione di un software dovrebbe, sin dal principio, prevedere uno studio di ergonomia, fare brainstorming sulle richieste degli utenti, vedere in che modo l’utente finale andrà ad approcciarsi al prodotto e analizzare il grado di soddisfazione dell’utilizzo. Penso ad interviste, sondaggi e questionari.

Alcune regole sono molti semplici, altre sono scientifiche e rigorose, e molto di rado ci troviamo ad interagire con sistemi costruiti su queste teorie. La rete in questo campo ha fatto storia, penso a Google, che ha furbescamente saputo cogliere un’aspettativa degli utilizzatori della rete traducendo in un secondo momento il fenomeno in business. Una pagine bianca, un form di ricerca, e nulla di più. Nonostante questa scelta faccia perdere millioni di dollari in potenziale advertising, fa guadagnare moltissimo in termini di fiducia, quella non si compra.

Nel mercato mobile la situazione è la stessa. Io personalmente non sono mai stato amante di cellulari, palmari e altri dispositivi simili, ergo non ho mai avuto la possibilità nè la necessità di essere collegato in mobilità. Ne ho potuti provare parecchi, dai primi inutili palmari con il pennino che serviva solamente a farti perdere tempo ma a farti fare bella figura con i clienti , agli ultimi modelli Nokia e Blackberry che tentano di frullare in un unico dispositivo una serie di funzionalità. Sul Blackberry stimo molto chi riesce ad utilizzarli in modo proficuo, io sinceramente solamente per muovermi tra i menù rischio attacchi di panico.

Solo ultimamente mi sono avvicinato al mondo della mobilità, ma non con un telefonino, bensì con un iPod di cui ho ampiamente parlato in questo blog. L’aggeggio in questione coniuga perfettamente i concetti prima esposti, l’utilizzo è gratificante nonchè proficuo il suo utilizzo. E’ riuscito a cambiare in pochissimo tempo il mio stile di vita digitale, ora preferisco leggermi i feed non più dal PC ma dall’iPod, posso riuscire a mandare una mail senza un pc e senza rischiare di farmi venire l’orticaria per digitare un testo di discreta lunghezza. Mi sembra che la Apple abbia solcato la strada giusta verso nuovi tipi di interfaccia, e credo che nell’immediato futuro molti seguiranno la stessa strada. Alcuni definiscono l’iPhone un fenomeno di moda, a me piace definirlo come un fenomeno di stile.

Sullo stesso argomento vi invito a leggere un interessantissimo post di ReadWriteWeb

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About this blog

una mia foto recente Benvenuto nel mio blog personale, un mio piccolo spazio virtuale dove scrivo di quello che mi piace, e di quello che trovo interessante navigando nella rete.
Qualora fossi interessato ad avere qualche informazione in più su di me ti invito a leggere la pagina chi-sono dove ho raccolto qualche informazione sulla mia persona, e sulle mie attività
Buona Lettura!

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